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Introduzione ai marketplace dell’artigianato

Si comincia a creare per passione, per il semplice desiderio di produrre qualcosa con le proprie mani, di trasformare un’idea astratta in qualcosa di reale. La soddisfazione di aver dato vita ad un’idea è indescrivibile. Spesso accade che il bisogno di creare cresce e con esso crescono anche gli obiettivi e le aspirazioni. L’hobby comincia a svilupparsi sempre più ed affiora la voglia di creare un proprio marchio e cominciare a vendere le proprie creazioni. In tempi di crisi, quando il lavoro bisogna inventarlo da sé, cosa c’è di meglio che farlo nascere dalla propria passione. Confucio disse “scegli un lavoro che ami, e non dovrai lavorare nemmeno un giorno della tua vita”. La domanda ora è: dove vendere?
Alcuni negozi prendono creazioni in conto vendita ma risulta ancora limitativo per chi vuole dar vita a un’attività propria. Esiste però una vetrina molto più ampia, la quale può essere gestita in totale autonomia, o quasi: Internet. Sono ormai lontani i tempi nei quali apparvero i primi e-commerce, ma da qualche anno a questa parte sono nati veri e propri marketplace dedicati dell’artigianato. In Italia, con il termine marketplace ci si riferisce a siti internet di intermediazione per la compravendita di un bene o un servizio. I marketplace dedicati all’handmade offrono una piattaforma di compravendita online dedicata ad artigiani ed artisti indipendenti per vendere le proprie creazioni. Il loro funzionamento comunemente comporta la registrazione gratuita al sito, la creazione di un profilo e/o, nella maggior parte dei casi, di un vero e proprio shop online. Una volta creato il negozio virtuale è l’ora di mettere in vendita le proprie creazioni, ogni inserzione presume un costo di pochi centesimi e la durata di essa varia da sito a sito. Ulteriori costi riguardano una percentuale sul valore finale del prodotto venduto.

Introduzione ai marketplace dell'artigianato

Per chi fosse ancora disorientato, uno tra gli esempi più significativi è rappresentato da Etsy. Nasce nel 2005 dall’idea di Robert Kalin, Chris Maguire e Haim Schoppik, cui si aggiunse successivamente Jared Tarbell. Il sito conta oggi con più di 5 milioni di utenti ed offre la possibilità di vendere sia prodotti handmade che vintage ma anche materiali per l’artigianato.
Dopo il successo di Etsy, in America sono stati pubblicati altri siti simili portando alla creazione di un nuovo settore online. In Italia, stiamo assistendo ad un boom di nascite di questi siti con la conseguente dispersione di pubblico che esso comporta. Per chi sta pensando di iniziare a vendere, i marketplace dell’artigianato possono sembrare il paradiso, basta guardare i venditori in homepage e farsi due conti tra prezzi e vendite. Gestire il proprio negozio dalla comodità di casa (anche in pigiama nelle fredde mattine invernali) guadagnando dal frutto della propria creatività, cosa c’è di meglio? Tuttavia tra i tanti creativi che vi hanno già provato è risaputo che la scalata non è così facile e la prima vendita tarda spesso ad arrivare. Ci si ritrova a controllare il proprio negozio online senza ottenere risultati entusiasmanti, niente vendite o ancor peggio poche o pochissime visualizzazioni.
Questa visione può essere abbastanza deludente e scoraggiante ma il nostro scopo non è quello di farvi abbattere, ma anzi, di farvi capire come destreggiarsi per raggiungere i propri obiettivi di vendita.
Prima di tutto bisogna capire il rapporto tra venditori e compratori che questi siti presentano. Quelli più popolari offrono un ampio pubblico ma a sua volta se il pubblico di possibili compratori è ampio lo è anche quello dei venditori, il che significa, tanta concorrenza. In altre parole, le proprie creazioni vengono inserite in un contesto dove se ne trovano altre migliaia, perdendosi in una marea creativa e diventando un pesciolino rosso nell’oceano. Quelli più piccoli, appena nascenti o ancora con scarsa popolarità non trovano l’ostacolo della concorrenza ma a sua volta non offrono un ampio pubblico di possibili clienti.
Nell’era della tecnologia dominata dai nuovi media caratterizzati da un eccesso di utenti e messaggi, per farsi sentire bisogna essere presenti un po’ dappertutto, ma si sa risulta impensabile che, l’artista, generalmente anche manager, fotografo, modello, facchino, PR, ecc., ecc., possa gestire tutti gli ormai innumerevoli marketplace dell’artigianato. Come scegliere quindi quello più adatto?
La chiave dei marketplace è nella loro stessa popolarità, scegliere una piattaforma che non dispone di pubblico non porterà grossi risultati e non sarebbe comunque molto diverso dall’aggiungere un e-commerce sul proprio sito web. Il compito principale di questi siti dovrebbe essere appunto quello di riunire un grande pubblico interessato alla categoria merceologica dell’artigianato, portando clienti ai propri clienti. Purtroppo non tutti i marketplace presenti online riescono a centrare questo obiettivo, e tendono a focalizzarsi sul attrarre al proprio sito più artigiani che compratori, questo sbilancia il rapporto tra domanda e offerta e li rende molte volte inefficaci. La scelta migliore diventa quindi puntare sulla popolarità del marketplace.
A questo punto ci si ritrova al problema di prima, come farsi notare in un oceano creativo? Sono molti quelli che pensano che basti registrarsi per cominciare a vendere ma come già accennato per far funzionare la propria attività l’artista dovrà ricoprire diversi ruoli tra cui anche quello del marketing manager. Presa la decisione, bisogna cominciare a pensare in veste di azienda. Piccola o grande che sia un’attività per sopravvivere necessità di progettazione, promozione, coordinazione ed attente relazioni con il pubblico, ossia con i possibili clienti. Tutto questo può sembrare eccessivo ed inaccessibile per un’artista indipendente il cui scopo principale è quello di creare, ma con un po’ di organizzazione, impegno e tanta pazienza si può riuscire.
Di seguito alcuni consigli per chi inizia a vendere usufruendo dei marketplace dell’handmade.

Affidarsi alla propria rete

Una volta registrati è importante condividere la notizia con amici, parenti, vicini, insomma, con tutti i conoscenti. Saranno il trampolino di lancio utile a creare una rete di contatti più ampia. La chiave principale in questa fase iniziale è quella di portare più pubblico possibile.

Essere sociali

Se ancora non si possiede una pagina sui principali social network come Facebook, Twitter (meno popolare in Italia), o Pinterest (ideale per i creativi), è il caso di pensarci ad aprirne una tutta dedicata alla nuova attività. Negli ultimi anni l’influenza dei social network nella vita delle persone è aumentata sempre più e sono diventati veri e propri punti di riferimento per tenersi aggiornati sulle ultime novità. Risultano inoltre un ottimo strumento di condivisione per promuovere il proprio negozio.

Aprire un sito web e/o blog

Oltre ai social network è importante avere un luogo che dia più liberta di espressione, in termini di ampiezza di contenuto, e che serva al pubblico per conoscerci meglio. A questo proposito è utile creare un sito web, in rete si trovano template gratuiti, facili da istallare e gestire. Il sito servirà di riferimento ed oltre a rafforzare la credibilità del marchio permetterà al pubblico di trovare informazioni più approfondite sull’artista e le sue creazioni. Il blog permetterà un contatto più diretto con il pubblico attraverso articoli ed aggiornamenti sui nuovi prodotti ed i progetti futuri.

Curare descrizioni e foto

Assolutamente da non trascurare è la presentazione delle creazioni nel negozio online, il pubblico, in questo caso, non potendo toccare con mano i prodotti o provarli, ha come unico criterio di valutazione le parole dell’artista ed il modo in cui vengono esposti i prodotti attraverso le fotografie.

Fare pubblicità

Il negozio è lanciato, amici e conoscenti l’hanno visitato, c’è qualche visualizzazione e magari pure qualche commento sul blog, ma dove sono le vendite?
Le anatre depongono le loro uova in silenzio. Le galline invece schiamazzano come impazzite. Qual è la conseguenza? Tutto il mondo mangia uova di gallina.” Henry Ford. In un mondo affollato come quello di Internet per vendere bisogna in primo luogo farsi notare. A questo proposito la pubblicità compie un ruolo essenziale, essa permette di informare il pubblico che ci siamo anche noi. Da evitare i siti che offrono pubblicità gratuita, spesso contano su un pubblico interessato a pubblicizzarsi a sua volta, e quindi a vendere anziché a comprare.

Prefissarsi obiettivi raggiungibili

L’entusiasmo porta a fissare troppi obiettivi da raggiungere in poco tempo, ciò spesso va al di là delle reali possibilità. La cosa migliore è quella di prefissare obiettivi realisti che possano essere realizzati nel breve termine, ad esempio, una vendita entro il primo mese. Man mano che crescerà l’attività cresceranno anche gli obiettivi ma bisogna ricordare che non si tratta di una corsa, dopo tutto Roma non è stata costruita in un giorno.

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Handmade in Italy

Handmade in Italy è un luogo di incontro, di scambio di idee, consigli e suggerimenti per tutti coloro che si dedicano al lavoro manuale

5 Comments

  • Ottimi suggerimenti di marketing, ma mi chiedo se per vendere on line, possedere un proprio sito ecc… non ci voglia un particolare inquadramento fiscale oppure si possa partire così, pronti via … grazie
    Francesca

    • Ciao!

      Vale la normativa fiscale “normale”, che purtroppo, in Italia, per quanto riguarda l’hobbysta, o quello che vende saltuariamente le sue creazioni ai mercatini, è quantomeno carente…

      Diciamo che in linea di massima, se non si superano i 5000 euro all’anno, grossi problemi non ce ne dovrebbero essere…

      Però ti suggerisco, se sei su etsy, un articolo nel team Etsy Italia (ti devi registrare al team per poterlo leggere, mi spiace) : http://www.etsy.com/teams/5056/etsy-italia/discuss/9144663/

      Intanto ti riporto, anche ad uso di chiunque legga ed abbia i tuoi stessi dubbi, un piccolo estratto dalla discussione :
      —-
      – La legge che disciplina la materia dell’IVA è il D.P.R. 633 del 1972 e l’articolo che disciplina le operazioni esenti è l’art. 10.

      – Riforma Biagi: http://www.camera.it/parlam/leggi/03030l.htm in particolare:
      “differenziazione rispetto ai rapporti di lavoro meramente occasionali, intendendosi per tali i rapporti di durata complessiva non superiore a trenta giorni nel corso dell’anno solare con lo stesso committente, salvo che il compenso complessivo per lo svolgimento della prestazione sia superiore a 5.000 euro”

      – Vendita opere del proprio ingegno
      Non si applicano le disposizioni del Decreto Legislativo 31 marzo 1998, n. 114: http://www.parlamento.it/parlam/leggi/deleghe/98114dl.htm
      (“Riforma della disciplina relativa al settore del commercio, a norma dell’articolo 4, comma 4, della legge 15 marzo 1997, n. 59” pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 95 del 24 aprile 1998 – Supplemento Ordinario n. 80)
      “a chi venda o esponga per la vendita le proprie opere d’arte, nonché quelle dell’ingegno a carattere creativo, comprese le proprie pubblicazioni di natura scientifica od informativa, realizzate anche mediante supporto informatico.”

      – Redditi diversi: D.P.R. 917/86 art. 81 lettera l
      http://www.unisi.it/ammin/uff-ragi/Fisco/DPR917-86.htm

      – Collaborazione occasionale, definizione e leggi: http://www.fiscoitaliano.altervista.org/collaborazionioccasionali.htm

      – Vendita occasionale di un proprio manufatto:
      http://www.impresalavoro.eu/consulenza/ricevuta-per-vendita-occasionale-di...
      web.me.com/jerrygenmel/gennaromele/appunti/Voci/2011/9/19_arte_e_fi…

      – Commercio elettronico e vendita occasionale (definizioni):
      http://www.b2commerce.it/blog/commercio-elettronico-adempimenti/
      —-

      Spero siano informazioni utili. Mi rendo conto che all’inizio può sembrare tutto molto confuso e può intimorire…

      Buona giornata a tutti ! :)

  • Ogni volta che pubblichiamo online la foto di un nostro lavoro, sia sui nostri siti/blog/profili che sui negozi, si consiglia caldamente di firmare le foto con un watermark che renda rintracciabile l’artigiano anche nel caso la foto sia poi ripubblicata altrove senza citare i riferimenti. Cosa che capita molto spesso

  • Salve sono Ilaria e complimenti per llarticolo, ma volevo segnalarvi (non essendo tra i siti sopracitati spero per una semplice dimenticanza) il portale Giancl Manufatti dove io stessa vendo le mie creazioni ed oltre a trovarmi benissimo con le moltissime funzionalità che offre, sono riuscita anche a vendere qualcosa tramite il sistema, completamente nuovo, di annunci che offre!
    un misto tra subito.it ed un marketplace ma che si indirizza solo ed esclusivamente al mondo dellartigianato!
    Poi è una piattaforma molto social, vi è la possibilità di inviare richieste di amicizia, scambiare quattro chiachiere con la chat privata, blog, forum, ecc..
    Il portale è http://www.gianclmanufatti.com e se vi va visitate la mia vetrina

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