senza categoria

Intervista a Mariolina di Lazy Little Lucky Girl

Lazy Little Lucky Girl

Lazy Little Lucky Girl

Siamo nel era del digitale, così accade che talvolta mouse e tastiera diventano i nuovi strumenti attraverso il quale esprimere la nostra creatività. È questo il caso dei disegni di Mariolina che trasferisce la sua creatività sullo schermo per portarla su magliette e quaderni e altri oggetti attraverso l’auto-produzione.
Troviamo le radici di Lazy Little Lucky Girl nel design che non è più quello industriale ma si inserisce sempre più nel mondo dell’auto-produzione e del lavoro manuale. Questo vuol dire ottenere prodotti di maggior qualità e curati nei dettagli nonché personalizzati. Significa sentirci coccolati da un bellissimo packagign che avvolge il nostro oggetto con delicatezza.
In questa intervista scopriamo di più chiedendo direttamente a Mariolina…

Mariolina di Lazy Little Lucky Girl

Mariolina di Lazy Little Lucky Girl

Parlaci di te.
Mi chiamo Mariolina Fossati, ho 40 anni e vivo a Lissone, tra la verde Brianza e la grigia Milano. Sono architetto, product designer e mamma di tre bellissimi bambini.

Parlaci di Lazy LIttle Lucky Girl.
LLLG nasce come tentativo di auto-produzione, nonché come ricerca di una collocazione ai miei prototipi (ancora orfani di azienda), come lampade, appendiabiti, molte grafiche e tutte quelle idee che mi affollano la mente e non possono più restare irrealizzate. Desideravo un nome che non mi facesse sentire sola in questa avventura; che mi rappresentasse e che fosse internazionale. LLLG è l’insieme di tre aggettivi che ben mi rappresentano e che hanno le iniziali dei miei figli e di mio marito.

Lazy Little Lucky Girl

Lazy Little Lucky Girl

Quando nasce la passione per il design? Come si è sviluppata?
Credo che, nel mio caso, la passione per il design, sia nata prima che nascessi io. Cresco in una famiglia legata all’imprenditoria, tra le macchine del legno, del poliuretano espanso, gli operai, i rumori di seghe e piallatrici, alternando pomeriggi dalla nonna sarta, insieme alle donne che cucivano pellicce, tessuti e cartamodelli di alta moda. Figlia di architetto, e di mamma “artista” in qualsiasi campo, con due sorelle anch’esse architetto, passavamo il tempo libero colorando i disegni dei nuovi progetti di papà, assemblando i materiali di scarto per creare nuovi giochi e visitando le fabbriche sempre col motto “il lavoro è divertimento”. Mi appassiono a questo mondo bellissimo e divento a mia volta product designer, architetto e mamma mettendo in quello che faccio tutta la passione che ho, che ho ereditato, e che le esperienze nazionali e internazionali con i più grandi maestri dell’architettura hanno contribuito ad aumentare.

Lazy Little Lucky Girl

Lazy Little Lucky Girl

Da dove trai ispirazione?
Le ispirazioni arrivano da ogni cosa che guardo, dall’ambiente che mi circonda, dai giochi coi bambini, dalle parole delle persone e dalle canzoni. Spesso arrivano da una mancanza, da una scomodità o da una necessità. Sono un’ossessione che arriva a qualsiasi ora del giorno e della notte e così non posso fare altro che annotarla su un quaderno e, solo per qualcuna di loro, trovare il tempo di realizzarla. Spesso le mie ispirazioni sono legate ad un doppio senso ironico o un doppio utilizzo, il che non fa altro che moltiplicare ancora di più il numero di idee.

Che tecniche usi? Come le hai apprese?
Principalmente il mio lavoro avviene con il computer. Siamo nell’era del virtuale, del 3D, del foto ritocco ed io queste tecniche le ho apprese in 20 anni di lavoro in questo settore. Il mouse e la tastiera sono ormai diventate il prolungamento delle mie dita ed alcuni software, i mezzi attraverso il quale esprimo le mie emozioni. Spesso faccio degli approfondimenti per compensare le mie lacune girando su Youtube e facendo il pieno di ispirazioni da social media come Pinterest o Instagram.

Lazy Little Lucky Girl

Lazy Little Lucky Girl

Descrivi il tuo processo creativo.
Ho imparato a progettare ascoltando gli insegnanti del Liceo artistico, poi i docenti della Facoltà di Architettura e quelli del Master in Industrial Design, nonché i Maestri per i quali ho lavorato come Norman Foster, ma poi sono arrivati i miei figli, e tutta la creatività è saltata fuori in modo incontenibile dopo la loro nascita.
Con loro ho avuto un ritorno alla bellezza della semplicità delle cose, al disegno infantile e chiaro. Il mio processo creativo riassume queste due cose: la spontaneità e il divertimento con la professionalità e il rigore. Io parto sempre da un’idea che schizzo su un foglio di carta e poi passo direttamente al computer  che mi permette di vedere l’oggetto come se fosse già realizzato, dopodiché mi arrangio con le mie capacità di stampa, assemblaggio oppure facendomi aiutare da artigiani del mio quartiere per oggetti più complicati.

Lazy Little Lucky Girl

Lazy Little Lucky Girl

Come si è evoluto il tuo stile dall’inizio ad oggi?
ll mio stile è chiaramente di stampo minimalista, grafico, simmetrico, geometrico e bidimensionale. Spesso però viene contaminato dall’amore per il decoro, i patterns, le texture e tutto ciò che la materia porta con sé. Sono un’amante dei materiali di tutti i tipi, dal legno, alle stoffe, alle plastiche, le gomme, il vetro. Amo sia i materiali artificiali che quelli naturali spesso abbinandoli in combinazioni inusuali. Alcune volte cerco di allontanarmi da questo minimalismo così estremo da sembrarmi spoglio, ma poi non mi ritrovo più in uno stile troppo elaborato che non sento appartenermi così, in fondo in fondo capisco di non essermi mai discostata dalle mie origini, se non cercando di migliorare in tecnica e precisione.

Una creazione che ti è rimasta nel cuore? Perché?
Indubbiamente rimango affezionata alla mia prima creazione. Ho partecipato ad un concorso per giovani designers indotto dall’azienda Lago, sono stati selezionati con alcuni progetti legati al tema del “Bastone” declinato in molteplici varianti, appendiabiti, lettino per bambini, vasellame, ma il mio preferito rimane il prototipo della lampada.
Un semplice bastone, che richiama un ramo, diventa un tubo per una luce da lettura, mentre un uccellino, posato sopra, diventa l’interruttore da accarezzare per accendere o spegnere.
Lo trovo un oggetto semplice, disegnato da un pigro (Lazy), ma nello stesso tempo molto delicato e piccolo (Little), positivo e poetico (Lucky).  Trovo che sia stato il mio primo prototipo funzionante ma che mi rappresenti molto bene.

Lazy Little Lucky Girl

Lazy Little Lucky Girl

Dove possiamo trovare le tue creazioni e/o contattarti?
Mi potete trovare su Etsy.

Dove vedi il tuo marchi tra 5 anni?
Sinceramente non saprei proprio dove vedermi perché sono in continuo movimento e continuo passaggio sperimentale tra forme artistiche diverse che vanno dalla grafica, al product, al digital. Spero solo di poter continuare a creare, a divertirmi e a trovare soddisfazione in quello che faccio, possibilmente con un piccolo pubblico che apprezzi il mio lavoro e mi permetta di sperimentare sempre più cose.

Lazy Little Lucky Girl

Lazy Little Lucky Girl

About the author

Redazione Handmadeinitaly

Leave a Comment