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Le donne, i cavallier, l'arme, gli amori, le cortesie, l'audaci imprese io canto…

Written by claudiadimario

La tradizione dell’Opera (o Opra) dei pupi siciliani ha origini antiche, alcuni ne fanno risalire la nascita alla metà dell’Ottocento, anche se già al tempo di Senofonte era rinomata l’abilità di alcuni artigiani, soprattutto siracusani, nel costruire e far muovere marionette.

I pupi sono infatti figure animate attraverso bacchette di ferro, derivate probabilmente dalle “neurospaste”, marionette tirate da nervi con le quali si allietavano i banchetti in quella che era la Magna Grecia.

Questa arte, oggi sicuramente meno diffusa di un tempo, è stata inserita nel 2001 nell’elenco dei Beni orali e immateriali dell’umanità per il suo rispecchiare l’identità di un paese e di un popolo.

I temi rappresentati derivano dai grandi poemi epico-cavallereschi (Chanson de Roland,Orlando Furioso, Orlando Innamorato e il Morgante).
I personaggi del ciclo carolingio vengono trasformati in figure simboliche della realtà quotidiana, creando soprattutto all’origine un’immedesimazione del pubblico con i paladini, quindi nella lotta tra bene e male, e con i loro oppressori.

Francesco Russo ha 32 anni e vive a Caltagirone, malgrado solitamente il puparo sia un mestiere che si tramanda di padre in figlio, Francesco non ha nessun background in questo senso e si appassiona ai pupi quando ne smonta uno per capire il funzionamento.

Mi racconta di essere sempre stato attratto dai meccanismi e di essere rimasto affascinato dai pupi in particolare, dai loro metodi di costruzione e dall’idea dietro alla figura del puparo, il quale porta in scena se stesso attraverso la sua creazione, facendola vivere, come un alter ego.

Impara quello che sa da due Maestri in quest’arte, Biagio Foti e Antonino Amico, e grazie anche al fatto che ci si dedica anima e corpo, raggiunge in soli quattro anni un livello considerevole di bravura nella costruzione dei suoi pupi.

Malgrado il peso della tradizione su questa arte, Francesco riesce a mettere del suo: i motivi delle parti delle armature che realizza, sono motivi propri della decorazione ceramica, che hanno fatto parte del suo percorso di studi superiori (è diplomato all’Istituto Statale d’arte ceramica di Caltagirone) e che lui ha pensato di riproporre su metallo.

I suoi pupi sono fatti a mano, come parte della sua attrezzatura che ha costruito per rispondere alle esigenze del suo processo creativo.

Al momento sta lavorando ad un progetto di teatro ambulante che gli permetterà di portarli in giro per l’Italia (e chissà magari un giorno per il mondo), di far loro vivere avventure che ci riportano tra battaglie, duelli, amori cavallereschi e temi sempiterni.

E di viverle attraverso di loro.

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claudiadimario

Ceramista, amo sperimentare, amo gli oggetti che raccontano una storia. Nell'argilla cerco di imprimere la mia.

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